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Prova gratuita: conviene, e di quanti giorni

Con o senza carta, sette o trenta giorni: la soglia oltre la quale la prova ti porta più clienti di quanti te ne toglie, e quanto ti costa.

6 minuti di letturaAggiornato il 31 agosto 2026

«Se la do gratis, poi non pagano.» Oppure: «senza prova non si fida nessuno.» Sono due opinioni. Sulla prova gratuita puoi fare un conto, e il conto ti dà una soglia precisa oltre la quale conviene e sotto la quale no.

La carta si chiede subito o no?

Questa scelta pesa più della durata: con la carta e senza sono due prodotti diversi con lo stesso nome.

Carta chiesta subitoNessuna carta
Chi si iscriveMeno personeMolte più persone
Quanto vale un iscrittoHa già deciso di pagareSta guardando e basta
Alla scadenzaL’addebito parte da soloDevi convincerlo a pagare
Cosa devi fare tuNienteRicordare, scrivere, rincorrere

Con la carta chiesta all'inizio il cliente oggi non paga nulla (Stripe la registra e basta), ma alla fine della prova l'addebito parte senza che nessuno faccia niente. Senza carta, alla scadenza la persona deve fare un gesto per pagare, e i gesti si rimandano: lì perdi il grosso, anche fra chi il servizio lo apprezza.

Anche se la prova ti serve a farti conoscere, la carta subito ha senso: chi non è disposto a lasciarla oggi non era disposto a pagare fra sette giorni. Filtri prima, e risparmi il tempo che spenderesti dopo.

La soglia: quando la prova si ripaga

La prova conviene se porta al pagamento più persone di quante ne porterebbe il prezzo secco. Non devi indovinare quanti disdiranno: ti basta sapere quanti possono disdire prima che il conto vada in pari.

Un esempio con numeri tondi: cento persone arrivano alla tua pagina di acquisto. Senza prova ne comprano dodici. Con la prova gratuita se ne iscrivono venticinque, perché iniziare costa zero.

ScenarioIscrittiDisdiconoPaganti
Senza prova12—12
Prova, disdice il 30%257-817-18
Prova, disdice il 50%2512-1312-13
Prova, disdice il 70%2517-187-8

La soglia sta in mezzo: finché disdice meno della metà, la prova ti conviene. Sopra, regali giorni a gente che non avrebbe comprato comunque. La percentuale non la devi stimare: dopo il primo mese di prove conti quanti sono arrivati al primo addebito.

Cosa ti costa

Questa parte quasi nessuno la mette nel conto. Riguarda anche noi, quindi la diciamo con precisione.

  • I giorni regalati non ti costano niente. Un programma già scritto non si consuma se lo legge una persona in più. In una lezione in presenza, invece, un posto occupato è un posto perso.
  • Il posto nel tuo piano invece sì. Su Track Ritual chi è in prova conta fra gli atleti attivi del tuo piano (sta usando la piattaforma), anche se su di lui la commissione non parte ancora. Se sei a nove atleti su dieci, cinque prove insieme ti fanno scattare la fascia sopra.
  • Il primo incasso arriva dopo. Trenta giorni di prova su venti persone sono un mese intero di fatturato spostato in avanti. Non lo perdi, arriva in ritardo, e l'affitto lo paghi lo stesso.
La commissione della piattaforma su chi è in prova non si paga: parte con il primo addebito vero. Chi prova e non converte non ti costa un euro di commissioni.

Sette, quattordici o trenta giorni

La prova deve durare quanto basta a provare la cosa che vendi. Ogni giorno in più è incasso rimandato.

DurataCosa fa vedereQuando ha senso
7 giorniUna settimana di programmazione completaProgrammi settimanali, classi
14 giorniDue settimane, con un aggiustamento in mezzoCoaching a distanza 1:1
30 giorniUn ciclo interoQuasi mai: costa un mese di cassa

Sette giorni sono il minimo sensato per un programma settimanale: con meno, la persona non vede una settimana intera e giudica l'app invece del tuo lavoro. Trenta sono quasi sempre troppi: chi ha capito, ha capito nella prima settimana, e agli altri regali tre settimane per arrivare alla stessa risposta.

Il giorno della scadenza

Quel giorno la prova diventa un incasso, oppure niente.

  • L'addebito deve partire da solo. Se serve un'azione tua o del cliente, una parte la perdi per inerzia.
  • Qualche carta verrà rifiutata. Succede sempre, e non vuol dire che quella persona non voglia pagare: fondi insufficienti, carta scaduta, blocco della banca. I sistemi di pagamento riprovano in automatico nei giorni successivi, e la maggior parte di quegli addebiti va a buon fine al secondo o terzo tentativo.
  • Un messaggio prima, non dopo. Se avvisi che la prova sta per finire, perdi solo chi avrebbe disdetto comunque, e ti eviti la richiesta di rimborso di chi non se l'era ricordato.

In due righe

Chiedi la carta all'inizio, tieni la prova corta quanto basta a vedere una settimana di lavoro vero, e dopo un mese conta quanti sono arrivati al primo addebito. Se sono più della metà, la prova ti conviene. Se sono meno, cambia quello che succede durante quei giorni, non la durata.

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